Dalla Newsletter ZEROZEROTONER (9 Aprile 2021) Edizione n.11

Che, in Italia, la carenza di impianti di destinazione finale per il vero
recupero dei rifiuti sia il problema centrale nell’organizzazione delle tanto
agognate filiere di “economia circolare”, è cosa arcinota.
Infatti, non vi è convegno, webinar o dibattito sul tema, dove questa
questione non faccia risaltare il vigore dialettico dei relatori.
Ora, il nostro servizio ZEROZEROTONER è apprezzato da tutti i Clienti
principalmente per il fatto che, da un punto di vista giuridico, esso leva
loro la responsabilità della onerosa gestione dei rifiuti professionali;
tuttavia, ci piace sempre ricordare che, alla fine della filiera, il
trattamento dei gruppi cartuccia esausti avviene proprio nel nostro impianto
di recupero che tritura e separa questi rifiuti in materie prime-seconde
(rame, polvere, ferro, alluminio, plastica, …).
Oggi tutti gli esperti del settore auspicano quindi che gli operatori
ambientali si dotino di apparati industriali di cui ZEROZEROTONER già
disponeva 15 anni fa. Non è peraltro un caso che nel 2015 il nostro impianto
sia stato validato da ASSO.IT, l’associazione nazionale di tutti i produttori
mondiali di periferiche di stampa.
Ma non è tutto.
Una seconda questione, strettamente connessa alla prima, riguarda le
componenti di base del rifiuto poiché, per quanto la raccolta differenziata
sia considerevolmente migliorata e per quanto gli impianti di trattamento
siano specializzati, a monte le tecnologie produttive sono in continua
evoluzione e impongono che, anche a valle, quelle del recupero stiano al
passo.
Così il nostro impianto ha dovuto subire processi di aggiornamento
significativi già in passato quando, ad esempio, le polveri contenute nelle
cartucce si sono via via considerevolmente assottigliate; e ancora oggi siamo
alle prese con una improrogabile revisione, dovuta al cambiamento delle
plastiche.
Gli osservatori più attenti si saranno infatti accorti di come sono cambiate
le cartucce Toner da ormai qualche anno a questa parte, virando dalla classica
cartuccia in plastiche rigide e composta da diversi polimeri, ad una
prevalenza di “tubi” contenenti toner che sono più affini ad un imballaggio
che ad una componente della macchina copiatrice.

Difatti, in analogia con le bottiglie di liquidi alimentari, si ha un
contenitore con un “tappo”. Normalmente entrambi sono monomateriale seppur
diversi tra tappo e bottiglia e, generalmente, sono riconoscibili come
plastiche in quanto normalmente viene apposto il simbolo del polimero.
Questa trasformazione determina la necessità di attivare differenti pratiche
per il recupero dei rifiuti plastici, in quanto il raggiungimento di
obiettivi di qualità impone un adeguamento tecnologico degli impianti stessi;
oltretutto, la ridotta capacità di recupero delle plastiche cosiddette miste
impone una selezione più appropriata per singoli polimeri.
L’adeguamento tecnologico dell’impianto Berg è proprio finalizzato ad una
puntuale selezione delle plastiche, per singoli polimeri o comunque polimeri
complementari, finalizzata alla produzione di materie prime seconde conformi
alle specifiche di settore e che siano effettivamente destinate al
riutilizzo.
Parallelamente allo sviluppo tecnologico nella selezione è prevista una fase
di studio sui possibili reimpieghi in modo da garantire un effettivo concreto
recupero.
Ci teniamo infine a menzionare un merito della Regione Lombardia che ha
fattivamente contribuito alla causa, istituendo un bando di co-finanziamento
di progetti virtuosi di economia circolare, al quale l’impianto di
ZEROZEROTONER è riuscita ad accedere grazie alla presentazione del proprio
piano innovativo di gestione delle plastiche.
Ci fa piacere che i nostri clienti ed i nostri partner commerciali siano
informati e quindi ringraziamo come al solito per l’attenzione.
Ufficio Marketing BERG PHI – ZEROZEROTONER

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